Che differenza c’è tra proxy e VPN?

Che differenza c'è tra proxy e VPN? Hai sentito parlare di proxy e/o di VPN ma non hai ben capito qual è la differenza tra i due termini? Eccoti allora spiegato che differenza c’è tra proxy e VPN.

Che differenza c’è tra proxy e VPN?

Che cos’è un proxy?

Un server proxy, detto comunemente soltanto proxy (si pronuncia procsi), non è altro che un particolare computer di una rete informatica che funge da intermediario per le comunicazioni che vi transitano. In altre parole, un proxy è uno speciale computer che veicola i dati in uscita, tipicamente verso Internet, e al contempo recapita i dati in entrata al client (si pronuncia clàient) di destinazione.
I proxy sono stati utilizzati in ambito aziendale per diversi anni con l’unico scopo di filtrare e verificare il traffico verso Internet che veniva generato dai propri dipendenti. I server proxy erano infatti l’unica porta di accesso dalla rete aziendale verso l’esterno, permettendo così di imporre dei limiti al traffico che vi transitava. Ad esempio, i proxy bloccavano le comunicazioni P2P, l’uso di applicazioni diverse dai normali browser o client email, oppure filtravano il traffico impedendo l’accesso a determinati siti Internet (tipo Facebook) che rischiavano di danneggiare la produttività dei propri dipendenti.
Oggi i controlli sulle attività online svolte dagli utenti sono alquanto diminuiti, sia a causa delle difficoltà pratiche nell’implementazione e sia a causa della crescente necessità di utilizzare Internet nelle quotidiane attività delle aziende. Tuttavia le tecnologie di proxying sono rimaste per svariati impieghi come:

  • fornire l’anonimato durante la navigazione su Internet (tramite, ad esempio, il sistema Tor);
  • memorizzare una copia locale degli oggetti web richiesti in modo da poterli fornire nuovamente senza effettuare altri accessi ai server di destinazione;
  • creare una sorta di barriera di difesa verso il Web, agendo da filtro per le connessioni entranti ed uscenti, oltre a monitorare, a controllare e a modificare il traffico interno.

Che cos’è una VPN?

Una VPN (acronimo inglese di virtual private network, in italiano rete privata virtuale) è un metodo che consente di instaurare un canale di comunicazione cifrato e sicuro tra due nodi che si trovano su Internet. Ma a che cosa serve una VPN? In primo luogo, una VPN rappresenta la soluzione migliore per creare delle connessioni sicure tra computer e reti locali. Una VPN, infatti, può mettere in comunicazione diretta due dispositivi, un dispositivo e una rete, oppure anche due reti, sia in ambito aziendale che in quello casalingo. Se la qualità della connessione ad Internet lo permette, tramite una VPN si potrebbero anche integrare le reti locali di due uffici o di due abitazioni, in maniera tale da condividere le risorse presenti al loro interno.

Una VPN può però essere utile anche per altri scopi, specialmente se ci si appoggia ad un’infrastruttura di livello commerciale. Esistono infatti diversi servizi commerciali che mettono a disposizione i loro server per poter instaurare delle connessioni sicure, aumentando così il livello di privacy di chi le usa, grazie anche al fatto che i server esterni non potranno mai conoscere il vero indirizzo e la reale posizione geografica del client ma solamente quella del punto di uscita su Internet. Questo aspetto si traduce in un ulteriore vantaggio molto importante: utilizzando dei server collocati in altre aree del mondo, si possono infatti facilmente aggirare le limitazioni geografiche imposte dai vari siti e/o servizi sul Web, rappresentando, di conseguenza, un problema di non poco conto per tutti quei siti e servizi che offrono lo streaming di contenuti multimediali, tipo Netflix o Spotify, fino al podcasting dei contenuti online offerti da molte reti televisive italiane e straniere.

Infine, una VPN può essere utile anche per garantire una maggior sicurezza quando ci si trova a dover utilizzare una rete pubblica, proprio come quella, ad esempio, di un locale, di un aeroporto o di un albergo. Instaurando una connessione VPN in queste situazioni, ci si può infatti collegare anche ai servizi più sensibili, tipo quelli di home banking o di e-commerce, senza rischiare che le proprie informazioni personali possano essere intercettate da persone malintenzionate. In ogni caso, non bisogna dimenticare che la privacy, l’anonimato e la sicurezza offerti sono nelle mani del provider VPN, il quale avrebbe tutti gli strumenti adatti per analizzare il traffico, associare utenti e attività svolte online, nonché mantenere log dettagliati fornendoli, in caso di necessità, a chi di dovere.

Conclusioni

Sia i proxy che le VPN sono dunque elementi essenziali in grado di fornire privacy e sicurezza nelle comunicazioni online, anche se lo fanno in maniera differente. Un proxy, infatti, fornisce solo un indirizzo IP diverso ma non cripta la propria connessione, con la conseguenza che i propri dati possono essere ancora intercettati e perciò letti. Una VPN, invece, cripta la propria connessione e fornisce anche un indirizzo IP diverso, fornendo quindi un livello di sicurezza ancora migliore. Ad ogni modo non bisogna dimenticare che basta un niente per compromettere tutte le precauzioni prese utilizzando uno qualunque di questi metodi. Il browser, ad esempio, può rivelare l’identità di un utente grazie alla particolare combinazione di parametri hardware e software che comunica a tutti i server del Web, ossia la cosiddetta device fingerprint, che può anche essere associata all’identità dell’utente se questo compie qualche azione rivelatrice durante la sessione di navigazione. Arrivati comunque a questo punto dovresti aver finalmente capito che differenza c’è tra proxy e VPN.