Lo SPID di InfoCert diventa a pagamento

Da ieri, 28 luglio 2025, un altro importante fornitore di identità digitale dice addio alla gratuità. Dopo Aruba, anche lo SPID di InfoCert introduce un canone annuale di 5,98 euro IVA inclusa, seguendo una tendenza che sta trasformando il panorama dell’identità digitale italiana.

Perché questa svolta?

La decisione di InfoCert arriva in un momento particolare per il sistema SPID italiano. Le convenzioni tra lo Stato e i gestori privati sono scadute alla fine del 2022, e nonostante le proroghe d’ufficio dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), i fornitori stanno ancora cercando dei nuovi modelli di sostenibilità economica.

Il Governo, nel frattempo, sta puntando sempre di più sulla carta d’identità elettronica (CIE) come metodo principale di autenticazione per i servizi della pubblica amministrazione. I numeri parlano chiaro: si è passati dai 5,5 milioni di attivazioni dell’app CieID di maggio 2024 ai 7,3 milioni di maggio 2025.

Cosa devono fare gli utenti

Chi utilizza lo SPID di InfoCert ha a disposizione diverse opzioni:

  • accettare il nuovo canone: pagando 5,98 euro all’anno per mantenere attivo il servizio;
  • recedere dal contratto: perdendo l’accesso all’identità digitale di InfoCert ma senza sostenere dei costi aggiuntivi;
  • migrare verso altri fornitori: scegliendo delle alternative ancora gratuite, come ad esempio lo SPID di Poste Italiane.

È importante sottolineare che il rinnovo non sarà automatico: gli utenti dovranno esplicitamente accettare le nuove condizioni contrattuali per continuare ad utilizzare il servizio.

Il futuro dell’identità digitale in Italia

Questa evoluzione verso modelli a pagamento dello SPID solleva degli interrogativi importanti sul futuro dell’accesso ai servizi digitali pubblici. Se, da un lato, la CIE si sta affermando come alternativa gratuita sostenuta dallo Stato, dall’altro, la trasformazione del mercato riguardo lo SPID potrebbe creare delle disparità nell’accesso ai servizi digitali.

Alternative e raccomandazioni

Per gli utenti che non vogliono pagare dei canoni annuali, le alternative principali rimangono:

  • la CIE (cioè la carta d’identità elettronica): è gratuita ed è sempre più integrata nei servizi pubblici;
  • lo SPID di Poste Italiane: al momento è ancora gratuito, ma non si sa se lo sarà ancora in futuro;
  • la scelta di altri fornitori minori: da valutare caso per caso.

Riflessioni per il futuro

L’introduzione di canoni annuali per i servizi legati allo SPID rappresenta un punto di svolta significativo. Mentre i fornitori cercano una sostenibilità economica, è fondamentale che l’accesso ai servizi digitali pubblici rimanga garantito per tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro capacità di spesa.

La sfida per il futuro sarà trovare un equilibrio tra la necessità di rendere economicamente sostenibili questi servizi e il diritto universale all’accesso digitale dei servizi pubblici.

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