L’AGCOM estende Piracy Shield anche a film, serie TV e musica

Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha compiuto un passo significativo nella lotta alla pirateria digitale. Il 30 luglio 2024, l’autorità ha approvato delle importanti modifiche al Regolamento sul diritto d’autore online, ampliando notevolmente l’ambito di azione della piattaforma conosciuta come Piracy Shield.

Cosa cambia con le nuove modifiche

Le modifiche approvate estendono le “ingiunzioni dinamiche” a tutti i soggetti titolari di eventi in diretta, non più limitati al solo calcio e agli eventi sportivi. Questo significa che ora anche i produttori di film, le case discografiche, le emittenti televisive e altri detentori di diritti d’autore potranno utilizzare la piattaforma per contrastare la diffusione illegale dei loro contenuti.

Come funziona il sistema potenziato

Il meccanismo di protezione consente di disabilitare l’accesso ai contenuti pirata entro i primi 30 minuti dalla trasmissione di:

  • contenuti in diretta (eventi, concerti, spettacoli);
  • prime visioni di opere cinematografiche e audiovisive;
  • programmi di intrattenimento;
  • opere sonore (musica e contenuti audio).

Il blocco avviene attraverso due modalità tecniche principali:

  • il blocco della risoluzione DNS dei nomi di dominio;
  • il blocco dell’instradamento del traffico verso gli indirizzi IP destinati ad attività illecite.

Chi viene coinvolto nel contrasto alla pirateria

I destinatari dei provvedimenti adottati dall’AGCOM includono ora un’ampia gamma di soggetti:

  • i prestatori di servizi di hosting e di semplice trasporto;
  • i fornitori di servizi VPN;
  • i fornitori di DNS pubblici;
  • i gestori di motori di ricerca;
  • i servizi di caching.

Maggiori responsabilità per i segnalatori

Con l’ampliamento delle funzionalità, l’AGCOM ha introdotto anche maggiori responsabilità per chi utilizza la piattaforma. I segnalatori devono operare con “massima diligenza e rigore” ed evitare le segnalazioni che potrebbero causare overblocking (cioè dei blocchi eccessivi che colpiscono anche i contenuti legittimi).

In caso di violazione dei requisiti, l’Autorità può sospendere l’accreditamento alla piattaforma. È previsto anche un meccanismo di sblocco automatico per le risorse bloccate da almeno sei mesi.

Per i fornitori di servizi di media audiovisivi che violano il diritto d’autore, è stato introdotto un sistema sanzionatorio specifico, in linea con le nuove disposizioni del Testo unico sui servizi di media audiovisivi.

Un passo verso la conformità europea

Queste modifiche rappresentano l’adeguamento della normativa italiana al Regolamento europeo sui servizi digitali (DSA) e agli emendamenti del decreto Omnibus alla legge antipirateria, dimostrando l’impegno dell’Italia nell’armonizzazione delle politiche digitali europee.

La decisione, approvata con il voto contrario della commissaria Giomi, segna un momento cruciale nell’evoluzione delle politiche di contrasto alla pirateria digitale in Italia, estendendo la protezione oltre il mondo dello sport a tutto l’ecosistema dell’intrattenimento digitale.

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