OpenAI si prepara ad entrare nel mercato dei browser con un prodotto rivoluzionario che dovrebbe debuttare entro luglio. La mossa rappresenta la sfida più audace dell’azienda di Sam Altman per diversificare i propri affari oltre a ChatGPT, puntando direttamente al cuore dell’impero digitale di Google.
Un approccio completamente nuovo alla navigazione
Il browser di OpenAI adotta una filosofia radicalmente diversa rispetto ai browser tradizionali. Invece di limitarsi a visualizzare delle pagine web, questo browser mantiene tutte le informazioni all’interno di un’interfaccia simile a ChatGPT. L’obiettivo è quello di eliminare la necessità di navigare tra siti diversi: se vuoi prenotare un ristorante, non verrai reindirizzato su, ad esempio, TheFork, ma l’intelligenza artificiale gestirà l’intera operazione direttamente nell’interfaccia del browser.
La caratteristica principale del browser sarà l’integrazione di Operator, l’agente IA di OpenAI capace di navigare sul Web e di compiere azioni per conto dell’utente. Immagina un browser dove non devi più cliccare, compilare dei moduli o saltare da una pagina all’altra: basta descrivere ciò che desideri e l’IA lo farà per te.
La strategia Chromium: usare le armi di Google contro Google
Paradossalmente, OpenAI ha scelto di costruire il suo browser mediante Chromium, il codice open source che alimenta Google Chrome. È una mossa astuta che ricorda la strategia di Microsoft con Edge: utilizzare l’infrastruttura del rivale per attaccarlo.
Questa scelta permette a OpenAI di concentrarsi sull’intelligenza artificiale senza dover ricostruire un motore di renderizzazione da zero, garantendo al contempo l’accesso immediato all’ecosistema di estensioni e alla compatibilità che gli utenti si aspettano da un browser moderno.
I numeri che preoccupano Mountain View
Chrome domina il mercato con oltre 3 miliardi di utenti e controlla più di due terzi del traffico mondiale dei browser. Tuttavia, OpenAI ha una carta vincente: i 400 milioni di utenti settimanali di ChatGPT. Se anche una frazione di questi dovesse migrare al nuovo browser, Google si troverebbe ad affrontare un problema serio.
Per Google, Chrome non è solo un browser: è il pilastro della sua attività pubblicitaria, che rappresenta quasi tre quarti delle entrate di Alphabet. Chrome raccoglie i dati degli utenti per migliorare la selezione degli annunci e canalizza automaticamente il traffico di ricerca verso Google. Un browser di OpenAI che trattenga gli utenti nella sua interfaccia basata sull’IA potrebbe interrompere questo flusso vitale.
Tempistica strategica e pressioni dell’antitrust
L’annuncio di OpenAI non è casuale. Chrome si trova sotto pressione dall’antitrust statunitense: il Dipartimento di giustizia ha chiesto la sua vendita dopo che un giudice ha stabilito che Google detiene un monopolio illegale nella ricerca online. OpenAI ha persino dichiarato ad aprile di essere interessata all’acquisto di Chrome se questo fosse messo in vendita.
La corsa ai browser con IA
Il vero valore del browser per OpenAI non risiede nelle ricerche, ma nei dati. Osservare come le persone navigano, cosa cercano, e come interagiscono con i siti web, fornisce delle informazioni preziose per addestrare i modelli di IA sempre più potenti.
Il mercato dei browser con IA sta vivendo un momento di fermento. Oltre a Perplexity con Comet, anche The Browser Company ha lanciato Dia, e numerose startup stanno percorrendo la stessa strada, segnalando una trasformazione profonda nel modo di concepire la navigazione sul Web.
Con 400 milioni di utenti settimanali già fidelizzati, OpenAI ha tutte le carte per ridefinire l’esperienza di navigazione e minacciare seriamente l’egemonia di Google nel settore dei browser.








