Tipi di backup: quali sono e quale scegliere

Vuoi imparare davvero ad usare il computer, partendo da zero?

Se concetti come file, cartelle, programmi, Windows o Internet ti creano ancora confusione, ho raccolto tutto in una guida chiara e ordinata, pensata per chi è alle prime armi e vuole capire come funziona davvero il computer, senza tecnicismi inutili.

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Fare un backup significa conservare una copia dei propri file in un posto sicuro, separato dal computer. Ma non esiste un solo modo per farlo: ci sono diversi tipi di backup, ognuno con i suoi vantaggi e i suoi limiti.

In questo articolo li vedremo tutti insieme, uno per uno, in modo chiaro e senza tecnicismi inutili. Così potrai scegliere il tipo di backup più adatto alle tue esigenze.

Indice

Tipi di backup: quali sono e quale scegliere

Il backup completo

Il backup completo è il tipo di backup più semplice da capire: si copiano ogni volta, da zero, tutti i file del computer (ma anche di uno smartphone o di un tablet).

Esempio pratico: immagina di fotografare tutta la tua casa ogni settimana. Ogni fotografia è completa e indipendente dalle altre.

Vantaggi:

  • è facilissimo da usare per il ripristino: basta prendere l’ultima copia;
  • non dipende da nessun altro backup precedente.

Svantaggi:

  • occupa molto spazio, perché ogni volta viene copiato tutto, anche i file che non sono stati cambiati/aggiornati;
  • richiede più tempo rispetto agli altri metodi.

Quando usarlo: come backup principale, da fare periodicamente (ad esempio, ogni settimana oppure ogni mese). Spesso si usa in combinazione con gli altri tipi di backup.

Il backup incrementale

Il backup incrementale funziona in modo diverso rispetto al backup completo: invece di copiare tutto ogni volta, in questo caso si salvano solo i file che sono stati cambiati/aggiornati dall’ultimo backup.

Esempio pratico: il lunedì fai un backup completo. Il martedì salvi solo i file nuovi o quelli modificati da lunedì. Il mercoledì salvi solo i file cambiati da martedì. E così via dicendo.

Vantaggi:

  • occupa poco spazio, perché salva solo le modifiche;
  • è veloce: invece di ripartire da zero ogni volta, salva solo ciò che è cambiato.

Svantaggi:

  • per ripristinare un file, bisogna ricostruire tutto partendo dal backup completo e poi applicare ogni backup incrementale successivo, uno dopo l’altro. Questo rende il ripristino più lento e complesso rispetto agli altri metodi;
  • se uno dei backup intermedi è danneggiato, si rischia di perdere i dati successivi.

Quando usarlo: quando fai dei backup frequenti (ad esempio, ogni giorno o più volte al giorno) e vuoi risparmiare spazio. Molti software di backup usano questo tipo in automatico.

Il backup differenziale

Il backup differenziale copia tutti i file modificati dall’ultimo backup completo. Rispetto all’incrementale, in questo caso il punto di partenza non cambia mai: è sempre l’ultimo backup completo.

Esempio pratico: il lunedì fai un backup completo. Il martedì il backup differenziale salva tutto ciò che è cambiato da lunedì. Il mercoledì viene salvato di nuovo tutto ciò che è cambiato da lunedì, non solo da martedì. Il punto di riferimento resta sempre lunedì, finché non fai un nuovo backup completo. In questo modo, ogni giorno il backup cresce solo un po’ di più del precedente.

Vantaggi:

  • il ripristino è più semplice che con l’incrementale: basta il backup completo più l’ultimo backup differenziale;
  • occupa meno spazio del backup completo.

Svantaggi:

  • con il passare del tempo, i backup differenziali diventano sempre più grandi (perché tengono conto di tutte le modifiche fatte dall’ultimo backup completo);
  • occupa più spazio rispetto all’incrementale.

Quando usarlo: quando vuoi un buon equilibrio tra la velocità di ripristino dei file e lo spazio occupato. Il backup differenziale viene spesso usato nelle aziende e da chi ha bisogno di fare dei ripristini veloci.

Il backup sul cloud

Fare il backup sul cloud significa salvare i propri file su dei server remoti, cioè su dei computer che si trovano in un altro posto (e che vengono gestiti da aziende come Google, Microsoft, Apple o altre ancora).

I file vengono caricati automaticamente tramite una connessione ad Internet e sono accessibili da un qualsiasi dispositivo che ha la possibilità di collegarsi online.

Esempi di servizi cloud: Google Drive, iCloud, OneDrive, Dropbox, Backblaze.

Vantaggi:

  • i file sono al sicuro anche se il computer si rompe o viene rubato;
  • puoi accedere ai tuoi file da qualsiasi posto, anche con uno smartphone o un tablet;
  • spesso il backup avviene in automatico, senza che tu debba ricordarti di farlo manualmente.

Svantaggi:

  • hai bisogno di una connessione ad Internet. Inoltre, se la connessione è lenta, il backup richiede molto tempo;
  • lo spazio gratuito è limitato (di solito 5–15 GB). Per avere più spazio, bisogna pagare un abbonamento mensile/annuale;
  • i tuoi file si trovano sui server di un’azienda esterna. Per chi è molto attento alla privacy, questo può essere un aspetto da valutare.

Quando usarlo: come backup sempre attivo per i file più importanti. È ideale in combinazione con una copia fisica dei dati, ad esempio su un disco esterno o su un altro supporto locale.

Il backup su un disco esterno

Fare il backup su un disco esterno significa copiare i propri file su un dispositivo fisico collegato al computer, come appunto un hard disk esterno, ma anche su un SSD esterno, una chiavetta USB di grande capacità, un NAS (cioè un hard disk di rete casalingo), o magari su un DVD/Blu-ray per chi usa ancora i supporti ottici.

Si tratta del metodo più tradizionale e ancora oggi è molto usato, soprattutto per chi vuole avere tutto sotto controllo senza dipendere da Internet.

Vantaggi:

  • non hai bisogno di collegarti ad Internet;
  • puoi avere molto spazio ad un costo contenuto (un hard disk esterno da 1 o 2 TB ha un prezzo medio inferiore ai 100 euro, anche scegliendo i prodotti di marchi affidabili);
  • i tuoi file sono fisicamente nelle tue mani: nessuna azienda ha accesso ai tuoi dati;
  • il trasferimento dei file è veloce, soprattutto quando si usa almeno lo standard USB 3.0.

Svantaggi:

  • il disco può rompersi, proprio come il computer. Ogni dispositivo fisico va conservato con cura;
  • se c’è un incendio, un’alluvione o un furto in casa, si rischia di perdere sia il computer che il disco esterno;
  • bisogna ricordarsi di fare il backup manualmente, a meno che non si usi un software che lo faccia in automatico.

Quando usarlo: come backup principale di grandi quantità di dati (per foto, video, e documenti). Idealmente da conservare in un posto diverso dal computer, ad esempio in ufficio o a casa di un familiare.

Ecco una tabella per confrontare i diversi tipi di backup in modo rapido:

Tipo di backup Spazio usato Velocità Ripristino Ideale per
Completo Molto alto Lenta Facile Chi vuole una copia completa di tutto
Incrementale Basso Alta Più complesso Backup frequenti
Differenziale Medio Media Semplice Chi cerca un buon compromesso tra spazio e semplicità
Cloud Dipende dal piano scelto Dipende dalla tua connessione Facile L’accesso da ovunque
Dispositivo esterno Alto (dipende dal dispositivo) Alta in locale Facile Chi vuole una copia di sicurezza fisica

Qual è il metodo migliore?

Vuoi una risposta onesta? Non esiste un unico metodo migliore, poiché dipende da cosa hai bisogno. Quello che i professionisti consigliano di fare è seguire la regola del 3-2-1, ovvero:

  • fai 3 copie dei tuoi dati (l’originale più due di backup);
  • su 2 supporti diversi (ad esempio, una su un disco esterno e l’altra sul cloud);
  • di cui 1 copia tenuta in un altro luogo, cioè conservata in un posto fisicamente diverso da dove si trova il computer (il cloud soddisfa già questo requisito).

Se sei un utente comune e vuoi partire in modo semplice, questo è il consiglio minimo da mettere in pratica:

  • attiva il backup automatico sul cloud per i file che ritieni più importanti (ad esempio, le foto e i documenti);
  • ogni tanto, collega un disco esterno al PC e fai una copia di tutti i tuoi file più importanti (una volta a settimana se usi il computer spesso, una volta al mese se lo usi poco).

Con questi due semplici accorgimenti, i tuoi dati saranno al sicuro anche se succede qualcosa di inaspettato.

Conclusioni

Fare il backup non deve essere complicato. Ora che conosci i diversi tipi di backup, puoi scegliere quello più adatto alla tua situazione (volendo, anche più di un tipo contemporaneamente).

L’importante è iniziare. Pure un solo backup fatto bene vale molto di più di non avere alcun backup.